ETERNO PRESENTE

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A che cosa serve un’opera d’arte

I monumenti se ne stanno lì, nelle piazze e nei giardini, lungo i viali alberati, se stanno lì soli al freddo e al vento, passano i giorni, i mesi, gli anni e noi. Noi che ci passiamo davanti a quei monumenti, li attraversiamo con lo sguardo, ci diamo appuntamento davanti a loro, ne conosciamo a memoria il profilo e qualche volta diamo loro nomi inventati. Ma di rado sappiamo chi li ha costruiti, chi li ha voluti, che cosa raccontano o ricordano. E poi ci sono le opere d’arte, che tutti crediamo stiano solo dentro ai musei, nascoste, protette, da visitare durante le vacanze facendo interminabili code con la bottiglietta d’acqua in mano e il cappello di paglia in testa. Un progetto dedicato alla scoperta di cinque opere d’arte che da marzo abiteranno le vie di Brembate, diventeranno parte del paesaggio quotidiano. Tre incontri per conoscere queste opere d’arte, per sapere come sono arrivate fino a Brembate e chi le ha realizzate, ma soprattutto perché quelle opere d’arte pubblica, dal nome “Eterno Presente”, diventino dei cittadini di Brembate, possano parlare a chi le incontra sul proprio percorso ogni mattina e possano far parlare fra loro le persone: di arte, dello stare insieme in un paese, del senso di un’opera pubblica, dell’abitare lo spazio urbano e non solo attraversarlo e dormirci. E poi una parata, tutti insieme, per celebrare l’arrivo di queste cinque nuove nate, per battezzarle e farle divenire arte della comunità. Una festa da consumare tutti insieme, perché come diceva il poeta: “Un paese vuol dire non essere soli” (Cesare Pavese).