Ora Felice

Quattro persone sedute: due donne dark, una con mood romantico ma una bottiglia di vino, un uomo con corna da satiro e loop station

Sinossi e crediti

“Siamo tutti mortali, fino al primo bacio e al secondo bicchiere di vino.”
Eduardo Galeano, The Book of Embraces

Come si trova la felicità?
Dal 2021 a oggi in Italia più di tre milioni di persone hanno deciso di lasciare la propria vita precedente per cominciarne una nuova, come se d’un tratto tutti gli abitanti di Roma o di Parigi o di Berlino decidessero di
cambiare lavoro, per vivere meglio, per stare bene.
Ora Felice è un precipitato del contemporaneo, del bisogno di ritrovarsi, di scoprire di nuovo un senso delle cose in un mondo che sempre più ci sconcerta.
Il pubblico siede ai tavolini: è la serata di inaugurazione di un luogo che è un’avventura nel mondo del vino di due donne che hanno lasciato tutto, dato le dimissioni dalle loro vite precedenti. Insieme a loro Dj Bacco, chiamato per animare la serata, un demone capace attraverso l’ebrezza e la musica di guidare le nostre vite o un vecchio amico musicista? Tutto è pronto, il vino sta per essere servito, ma qualcosa dal passato delle due donne torna a turbare questa avventura di vita. Il ritmo è incalzante, la vicenda inebriante, equivoci, colpi di scena, tutto innaffiato dal vino, che è protagonista assoluto di questa pièce.
Ora Felice continua la sperimentazione di Saga Salsa e Saga Noir: lavorare in una situazione in cui il pubblico si trova non solo molto vicino alle performer, ma completamente immerso nella storia. Questa dimensione stilistica, per Qui e Ora, è accompagnata a storie e temi che toccano il contemporaneo e l’universale. Al centro di Saga Salsa e Saga Noir vi erano il cibo, i rapporti familiari, il senso del vivere e del morire. Ora Felice ci porta nel sentire contemporaneo, nelle esistenze di chi ha deciso di lasciare la propria vita per inventarne una nuova.

Di e con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Antonello Cassinotti, Laura Valli
Dramaturg Simona Gonella

ph. di scena Giacomo Nuzzo

ph. Michela Di Savino

Dicono di noi #

Qualcosa di vivo e condiviso. Note su Opera Prima Festival – By Michele Pascarella 

[…] Non è forse un caso che il teatro occidentale nasca all’ombra del culto di Dioniso, dove l’ebbrezza non coincide solamente con la perdita del controllo ma con la possibilità di vedere il reale diversamente.

In Ora Felice, strampalata e al contempo lucidissima soirée dada di Qui e Ora Residenza Teatrale, il nonsense non rappresenta un cedimento alla casualità, ma un preciso metodo conoscitivo.

Da Tristan Tzara e compagnia festante in poi sappiamo che il nonsense può liberare il significato dalle abitudini: associazioni improbabili, slittamenti improvvisi, continue deviazioni narrative aprono spazi inattesi dentro la realtà ordinaria. Il vino stesso diventa allora molto più di un tema drammaturgico: è un principio compositivo, una metafora dell’ebbrezza come sospensione delle gerarchie del senso, come possibilità di lasciare fermentare il reale fino a scoprirne possibilità inattese.

In questo collage scenico frammenti di quotidiano, canzoni popolari e d’autore dedicate al vino e all’amore, improvvisate interazioni con la gaudente platea, giochi linguistici, confessioni e deviazioni si sovrappongono secondo una logica che ricorda le pratiche di Kurt Schwitters e Hannah Höch, in cui la risemantizzazione di elementi apparentemente incompatibili e banali produce un nuovo ordine del senso. Persino i titoli delle testate di critica teatrale, reinventati in improbabili etichette enologiche, diventano piccole operazioni dadaiste: il linguaggio specialistico perde per un momento la propria autoreferenzialità e torna a essere gioco condiviso, materia viva, occasione di relazione.

Le attrici e l’attore intercettano continuamente ciò che accade tra i tavolini, incorporano incidenti, commenti, ritardi, reazioni, senza che la struttura perda mai coesione. La scelta di abitare un ristorante amplifica ulteriormente questa dinamica: ogni minimo accadimento tra i tavoli diventa materiale drammaturgico, ogni bicchiere servito, ogni sguardo, ogni risposta del pubblico entra nella tessitura scenica. Il presente irrompe nello spettacolo senza interromperlo, in un equilibrio delicatissimo possibile soltanto quando l’improvvisazione viene concepita come disciplina dell’ascolto.

In Ora Felice affiora una parentela evidente con il lavoro di Silvia Gribaudi, sia sul piano del montaggio quanto nella fiducia che entrambe le esperienze ripongono nella capacità del comico di produrre pensiero. Come nelle creazioni coreografiche di Gribaudi, anche qui il riso diventa uno strumento di emancipazione percettiva: modifica il nostro modo di abitare i corpi, gli spazi, le relazioni. Ridere significa accettare di perdere, almeno per un momento, la postura difensiva con cui normalmente attraversiamo il reale.

Forse è proprio questa disponibilità a lasciarsi disorientare che rende Ora Felice una tappa coerente del percorso emerso durante Opera Prima che ho provato a tracciare in queste righe.

Se gli altri lavori che ho qui analizzato hanno interrogato il nostro modo di sostare nell’incertezza e di riconoscere la vulnerabilità come condizione condivisa, Qui e Ora ha scelto la via dell’ebbrezza, del gioco e dell’ironia per raggiungere un esito analogo: modificare la qualità, la consistenza del nostro accorgersi.

È la stessa attitudine che, nel Laboratorio di sguardo critico, abbiamo provato a praticare: guardare non come ricerca di conferme o d’affermazione, ma come occasione semplice, concreta e condivisa per esporsi alla possibilità che ciò che abbiamo davanti cambi continuamente significato.

Qualcosa di vivo che fermenta nello spazio fra chi agisce e chi osserva, chiedendo a ogni persona di diventare, dalla propria peculiare prospettiva, co-autrice di ciò che, qui e ora, accade.

Dire grazie, almeno.

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Opera Prima Festival: a Rovigo una rassegna tra introspezione e collettività – Bianca Martinelli – PAC 21 giugno 2026

[…] Ultimo, ma non meno importante, il quartetto di Qui e Ora Residenza Teatrale – formato da Francesca Albanese, Silvia Baldini, Antonello Cassinotti, Laura Valli – con Ora Felice ci trasporta al Ristorante Alicanto, nel centro di Rovigo. Si viene accolti da un vociare allegro: due attrici servono da bere ai tavoli occupati dal pubblico. È la serata inaugurale di un nuovo locale, dove protagonista è il vino, prodotto da due donne che hanno lasciato tutto per ricominciare una nuova vita all’insegna della serenità e della quiete. Titti e Gabri servono ai tavoli, riempiendo i calici degli spettatori con bollicine, vino bianco fermo e, per i più coraggiosi, bevande analcoliche, mentre in sottofondo un bizzarro dj intrattiene con odi al vino, jazzettini e improvvisazioni canore. Del resto, il suo nome è Dj Bacco.
Il racconto che le due attrici portano in scena è ironico e profondo: è la storia della ricerca della felicità. Due donne immerse in vite piene di lavoro e frustrazioni decidono di lasciare tutto per ritirarsi tra i vigneti e immaginare un’esistenza più lenta e pacata. Titti è un’ex cantante rock, sempre in giro a suonare, a dormire sui divani e a fare tardi. Gabri è un’ex giornalista che sceglie di abbandonare il proprio mestiere, stanca di un ambiente competitivo, maschilista e soffocante.
Accompagnate dall’amico musicista, le due raccontano con semplicità e ironia le loro vite e brindano insieme al pubblico alla felicità ritrovata. A turbare la quiete conviviale che si respira tra una battuta e l’altra, tra un inciampo e un tavolo da servire, è però uno spettro del passato. L’intrusa viene inizialmente scambiata per una critica enogastronomica — occasione per una simpatica disamina delle riviste di critica “eno-teatrale”, tra cui la notissima Panevinoeculture — ma si rivela essere l’ex compagna di Titti. Da qui una serie di colpi di scena e intrecci amorosi infittisce la trama.
Il pubblico viene accolto all’interno della narrazione e ne diventa parte integrante, non solo perché le attrici si muovono continuamente in mezzo agli spettatori, ma anche perché interagiscono con loro con spontaneità e sincero interesse. Si ride insieme, si riflette insieme, si beve insieme, si canta insieme, come tra vecchi amici. La sensazione, infatti, è quella di conoscersi già, di appartenere alla stessa famiglia.
Tra ripensamenti, disguidi e discussioni si trascorre un’ora felice, in compagnia non soltanto delle attrici, ma anche del resto del pubblico, con cui si finisce per instaurare una sorprendente intimità, alimentata dal vino e dalla complicità che lo spettacolo riesce a creare. La volontà di costruire una relazione con gli spettatori si realizza pienamente e si trasforma in una reale occasione di scambio, tanto che lo spettacolo si conclude raccogliendo suggerimenti dal pubblico per sciogliere la situazione ormai aggrovigliata. Spetta, infatti, agli spettatori decidere come far terminare la storia, ciascuno secondo la propria sensibilità.

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Anteprima alla XX edizione de Il Giardino delle Esperidi Festival

The Black Coffee – Laura Sestini, 6 luglio 2024 – “Teatro partecipato e Convivio”

Ora felice […] prende spunto da una storia vera, cioè dal cambio di marcia esistentenziale di due amiche milanesi che – durante l’esperienza Covid che aveva ridotto la società al tappeto – decidono di intraprendere un’avventura imprenditoriale nel mondo del vino, ribaltando completamente il loro stile di vita. […] Per magia, l’atmosfera si distende, si percepisce ancor più rilassata, tutti si mettono a loro agio, ridendo alle battute sceniche con gli sconosciuti vicini di convivio, brindando allo spettacolo ed alla vita. La festa ha inizio.

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Milano Teatri – Ivan Filannino, 2 luglio 2024

[..] Lo stile di Qui e Ora Residenza Teatrale è sempre inconfondibile, quel marchio di fabbrica che le fa sempre apprezzare al pubblico. La loro ironia si sviluppa con le parole e gli sguardi, si alternano sulla scena riuscendo a coinvolgere i commensali grazie a una verve che non si consuma mai. Un capitolo a parte merita, invece, Antonello Cassinotti, capace di integrarsi benissimo nel già rodato trio. Con la sua mimica e le sue mezze parole è la mina vagante dello spettacolo, riesce a mettere una contro l’altra le tre donne e si diverte nel vederle sfidarsi a suon di battute velenose. […] Pensare, però, che “Ora felice” si limiti a parlare della classica ricerca della felicità sarebbe riduttivo. Il lavoro di Qui e Ora va a toccare un periodo storico cruciale nel mondo del lavoro, quello della “Great resignation”, vale a dire l’ondata di dipendenti che lasciano volontariamente il proprio posto di lavoro. Un fenomeno iniziato nel 2021 e sicuramente influenzato dalla pandemia […] Si parla del passato che torna, una metafora espressa attraverso l’amore, ma che si presenta a ognuno più volte nella vita sotto forme differenti. Si ride tanto con questo spettacolo, ma, proprio come fatto con Saga Salsa, Qui e Ora, riesce a far sognare il pubblico. Si sogna una fuga d’amore, un nuovo progetto una nuova vita. Finita la commedia resta lo spazio per il convivo di uno spettacolo che possiamo senza difficoltà immaginare su una collina della Valpolicella, in una tenuta nel Chianti e in una masseria del Salento.

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☆ Prossime date

Altre date in programmazione

♥ Info
Drammaturgia Contemporanea
Italiano
Durata: 50 minuti
☼ Utility

Video e foto

Suvereto (LI) | tenuta Casadei
15.Luglio.2026

Bagno a Ripoli (FI) | Vagone della Vedova Begbick
14.Luglio.2026

Rovigo | Ristorante Alicanto
14.Giugno.2026

Cassano Valcuvia (VA) | Teatro Comunale
10.Gennaio.2026

Milano | Magnete Bistrot
16.Ottobre.2025

Lecco | Officina Badoni
28.Settembre.2025

Cassano d’Adda (MI) | TeCa Teatro Cassanese
27.Settembre.2025

Scanzorosciate (BG) | Consorzio del Moscato
14.Settembre.2025

Castelnuovo Val di Cecina | Vapori di Birra
6.Agosto.2025

Solagna (VI) | Ristorante da Doro
4.Agosto.2025

Carro – La Spezia | Festival Nuove Terre – Officine Papage
2.Agosto.2025

Gorgonzola | Cascina Pagnana
18.Luglio.2025

Miglionico (MT) |
10.Luglio.2025

Casalgrande (RE) | Villa Segrè
29.Giugno.2025

Piedicavallo (Biella) | Sala Società Operaia
21.Giugno.2025

Civita Castellana (VT) | Officina culturale Distretto/ Creativo presso Ceramica Artceram
13.Giugno.2025

Rovigo | Teatro del Lemming c/o Teatro Studio
15.Maggio.2025

Milano | Dulcis in fundo
11.Aprile.2025

Mezzago (MB) | Bloom di Mezzago
2.Marzo.2025

Milano | Fucine Vulcano
26.Febbraio.2025

Montodine (CR) | La Sorgente Agriturismo
29.Novembre.2024

Scanzorosciate (BG) | Villa Pagnoncelli Folcieri
15.Settembre.2024

Carvico (BG) | Ca’ Bùsa Social Bar – Parco Serraglio
12.Settembre.2024

Colle Brianza | Campsirago Residenza
30.Giugno.2024

Valgreghentino | Polo Scolastico
26.Giugno.2024

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