Credits
regia Michele Losi | in scena Benedetta Brambilla e Sebastiano Sicurezza | drammaturgia Sofia
Bolognini | scene e costumi Michele Losi e Annalisa Limonta | suono Luca Maria Baldini e Stefano
Pirovano | luci Stefano Pirovano e Alessandro Bigatti | foto Alvise Crovato | video Luana Giardino
| produzione Lorenza Brambilla | illustrazione Nina Losi | ufficio stampa Giulia Castelnovo |
distribuzione Francesca Lateana | una produzione di Campsirago Residenza | con il sostegno di
Next – Laboratorio delle idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo –
Edizione 2024/2025. Si ringrazia Claudia Saracchi
Sinossi
Barbablù appartiene al mondo dell’immaginario collettivo, è un archetipo che incarna metaforicamente il male. Non esiste “un solo Barbablù”, ma infinite incarnazioni e declinazioni del male simboleggiato dalla sua figura. Nella scrittura originale dello spettacolo di Campsirago Residenza, protagonisti non sono le figure di vittima e carnefice, ma due testimoni, ispirati ai due gemelli della Trilogia della città di K di Ágota Kristóf, che portano il pubblico in un viaggio attraverso una moltitudine di stanze di Barbablù. I testimoni osservano tanti Barbablù diversi, ciascuno con la propria camera segreta. Come due scienziati osservano, vivisezionano, analizzano e testimoniano le infinite possibilità di follia e perversione dell’essere umano. Tema dello spettacolo è così il male assoluto. Quel delitto talmente grave che non può essere espiato attraverso un atto di redenzione. Quale strada diventa allora possibile per l’umanità quando il male supera la soglia dell’incommensurabile e dell’inespiabile, quando eccede la misura umana?
