una panchina, due anziani seduti, un uomo e una donna, sono marionette a dimensione umana, dietro di loro due giovani attori

AMICO | LORUSSO

IF

Talvolta un uomo e una donna aspettano una vita intera per condividere un solo momento. Su una panchina di una stazione ferroviaria due strane figure sono in attesa dell’ultima coincidenza. Un anziano signore dal bastone tremolante e un’anziana signora vestita di fiori. Ad un tratto, questi due mondi si incrociano: i due sguardi ricadono l’uno nell’altro. Alle loro spalle, fanno capolino due giovani anime, proiezioni eteree che danzano sullo sfondo e rivivono frammenti di giovinezza. Un piccolo frammento poetico e nostalgico, in bilico tra la vita e la morte.

IF parte da un breve corto in cui due anziane marionette a dimensione umana interagiscono tra loro, animate e manipolate da due attori, corrispettivi spiriti nella dimensione vitale. Le marionette diventano quindi il perno attorno al quale ruota il progetto. La costruzione della vecchia e del vecchio si è ispirata – specialmente nella versione maschile – all’audiovisivo Disneyano per indagare proprio il termine “animazione”, nel senso di “animare: dare un’anima a un immagine” (in questo caso tridimensionale in quanto oggetto). Partendo dalle basi mimiche di Decroux, attraverso un periodo di improvvisazioni con studi e approfondimenti sul corpo dell’attore e sul corpo della marionetta, per IF si lavora sul fantoccio a misura umana, che richiede sia nella costruzione che nella manipolazione una tecnica specifica. I puppets utilizzati sono ideati, disegnati e realizzati da Gaia Amico: marionette a misura umana con un cranio in materiale termoplastico dalle sembianze umane iperrealistiche, un busto e due braccia in gommapiuma. La tecnica di realizzazione, appresa da Natacha Belova e già utilizzata all’estero da alcune compagnie, richiede un’impostazione fisica precisa per permettere che l’oggetto inanimato diventi animato, tramite la presa in prestito di una parte del corpo dell’attore (bacino, gambe e braccia). La dissociazione necessaria per la manipolazione del puppet richiede uno studio sul corpo che diviene completamente al servizio della marionetta. 

Il progetto imbastisce la sua struttura sul meccanismo della rivelazione, fin dal primo ingresso dei personaggi. Quello che nel teatro di figura tradizionale – il manipolatore – è nascosto alla vista, in IF diventa parte integrante della vita scenica.

ph. Davide Dell’Agostino

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