LORENZO DE SIMONE
Cieli d'inverno
Cieli d’inverno è un progetto per un solo danzatore, in scena con il solo corpo e la sua essenza. La danza diventa gesto poetico, narrazione di una malinconia sottile, mai urlata, quella tristezza dell’anima che si è fatta dolce.
I materiali gestuali, la drammaturgia vengono costruite a partire da pensieri chiesti a chi ha vissuto sulla sua pelle e nella sua carne la malinconia, che porta dentro di sé quel vuoto, generato da una mancanza di amore ancestrale, antico, quello non ricevuto. Ed è quella ricerca spasmodica di quell’amore vitale e non replicabile che genera quel vuoto, quella malinconia, di cui sopra. L’incontro con l’altro diventa la chiave per accedere a quella malinconia costruendo dei laboratori che saranno spazi sospesi, luoghi di ascolto e presenza, pensati per chi conosce il silenzio sottile della malinconia, per chi porta nel corpo e nell’anima un vuoto antico: anziani, persone con dipendenze, senza dimora, fragilità spesso invisibili. In questi incontri, la danza diventa chiave silenziosa per accedere a un archivio intimo, nascosto tra le pieghe del vissuto – fatto di ricordi, assenze, desideri mai detti, ferite che ancora pulsano. Un archivio che non ha bisogno di spiegazioni, ma di essere attraversato con delicatezza. La danza, allora, si fa possibilità: trasforma il peso in presenza, il silenzio in paesaggio, la malinconia in risorsa. Una risorsa fragile, ma potente, capace di generare riflessione, luce, bellezza. In questo ascolto profondo, il corpo diventa contenitore e voce, veicolo di gesti e immaginari da raccogliere, custodire e poi rielaborare. Da questi materiali nasceranno i movimenti, la drammaturgia e la danza che daranno forma allo spettacolo.
Cieli d’inverno è dunque un lavoro profondamente umano, semplice, fatto di gesti piccoli e delicati, che portano dentro di sé le sensazioni di ricordi di una bellezza provata e desideri di qualcosa che si vorrebbe.
ph. Rossella Mele
