My Age
Sinossi e crediti
Che cos’è l’età? Un numero, un confine, un codice sociale che detta cosa possiamo fare o non fare, come dobbiamo comportarci? E l’epoca? Quanto influenza i nostri corpi, quanto determina dove possono collocarsi, come devono vestirsi, quale forma possono avere?
My Age nasce dal desiderio di decostruire questi codici e di interrogare le convenzioni che l’età anagrafica impone. Essere giovane, essere vecchia, che cosa significano? E la vita che c’è stata, le esperienze che ti hanno formato, i momenti che devi e puoi ancora vivere, che peso hanno? Dove vanno a finire? Come vengono considerati? Siamo davvero solo definiti da un numero che indica da quanto tempo abitiamo questo spazio e tempo?
Qui e Ora Residenza Teatrale | Silvia Gribaudi Performing Arts
con Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli
regia coreografica Silvia Gribaudi
testi e ricerca materiali Francesca Albanese, Silvia Baldini, Silvia Gribaudi, Laura Valli
con la collaborazione di Loredana Savino
disegno luci Stefano Colonna
produzione Qui e Ora Residenza Teatrale
Dicono di noi #
Scatola emozionale blog – Studi di Teatro e Yoga
Abitare il paesaggio. Dentro il festival del Giardino delle Esperidi – di Cristina Zanotto – 8 luglio 2026
MY AGE – Estratti
Che cos’è l’età? Un numero che scorre, una soglia invisibile, o un racconto che la società scrive sui nostri corpi? Chi decide quando siamo troppo giovani o troppo vecchi, e per cosa?
E l’epoca in cui viviamo? Quanto plasma il nostro modo di abitare il corpo? Quanto ne disegna i confini, ne suggerisce i gesti, ne impone gli abiti e le forme? Forse il tempo non passa soltanto dentro di noi: ci attraversa, ci modella e lascia la sua impronta sulla pelle, trasformando ogni corpo in un luogo in cui storia e identità si intrecciano.
Entriamo in una piccola stanza. È una sauna. Tre donne, avvolte in asciugamani bianchi, ci aspettano. Ci sediamo di fronte a loro, vicinissimi. La distanza è minima, quasi a dissolvere il confine tra chi guarda e chi viene guardato.
Lo spettacolo e’ uno spogliarsi. Spogliarsi delle convenzioni, delle paure, dei ruoli. Con sincerità e delicatezza condividono pensieri, desideri e domande. Parlano del corpo che cambia, del corpo femminile che, oltrepassata la stagione della fertilità, entra in un altro tempo: un tempo di trasformazione, di riscoperta, di nuovi piaceri, di libertà. Un tempo che può diventare rinascita.
Ma, esattamente, sappiamo dire quando smettiamo di sognare? Quando smettiamo di concederci delle possibilità? In quale momento iniziamo a sentirci vecchi? E, soprattutto, quanti anni sentiamo di avere davvero?
Gli studi ci dicono che l’età percepita e’ piu’ veritiera dell’eta anagrafica, il corpo risponde in modo diverso; sappiamo dire che età ci abita? Ci sono giorni in cui mi sento ancora una venticinquenne, altri in cui mi sento una settantenne. Dipende dai pesi che la vita deposita sulle nostre spalle, dalle esperienze, dalle fatiche, dalle gioie. L’età, forse, non è un dato costituito dal tempo, ma uno stato mutevole dell’essere.
L’opera ci invita proprio a questo: a non riconoscerci in un numero, a immaginare l’età come uno spazio aperto, una possibilità e non un limite. A concederci il diritto di essere altro rispetto a ciò che il tempo sembra prescrivere. Nonostante la pelle che si distende e si trasforma, il corpo che cede alla gravità, i capelli che diventano bianchi, le rughe che affiorano come tracce di vita. Nonostante l’estetica imposta, che misura il valore dei corpi sulla loro aderenza a un ideale di giovinezza. Perché il corpo non è un’immagine da preservare, ma una storia da abitare, un luogo in continuo divenire.
Il dialogo con il pubblico è continuo. Lo spazio raccolto della sauna e la dimensione intima della performance favoriscono una prossimità rara, quasi confidenziale. Le domande delle performer diventano le nostre, e le nostre risposte entrano nell’opera, la modificano, la completano. Non siamo più semplici spettatori: diventiamo parte di una conversazione collettiva, in cui ogni esperienza personale contribuisce a ridefinire il significato dell’età, del corpo e della libertà.
suggestione: Intimita’
Maria Dolores Pesce su dramma.it
MY AGE # estratti / Qui e Ora Residenza Teatrale
In una metafisica del Tempo in cui il Tempo si dissolve ben oltre la psicologica percezione di Agostino, l’Età di ciascuno diventa una semplice ‘convenzione’ che si àncora alla immagine sociale di un Io che resta comunque riluttante, continuando ad appoggiarsi a ben diversi parametri che alla Società sfuggono ove non vengano addirittura repressi. Silvia Gribaudi, la coreografa di questo ‘spettacolo in sauna’, ha lavorato con Pina Bausch che, come si sa, studiava e rappresentava il corpo anziano appunto come segno coreografico capace di superare il Tempo, dentro il movimento musicale e coreografico. In tutto questo resta residuale il nostro corpo che, al contrario del nostro spirito, è immerso nel tempo che biologico scorre e che continua a mandarci segnali, sorta di avvisi ai naviganti di questo breve attraversamento esistenziale. Il corpo come un enigma da interpretare alla luce della nostra ‘sapienza’ spirituale che è ovviamente cieca. Esporre il proprio corpo coperto solo da un piccolo asciugamano è dunque rappresentare l’enigma e la sua risposta, diversa per ciascuno di noi. Uno spettacolo assai interessante che pone domande inconsuete.
Il giardino del tempo. Cartoline da Campsirago – Teatro e Critica di Viviana Raciti
Riflessioni dal taglio disincantato e ironico emergono invece da My Age, di cui in questo caso vediamo degli estratti, sebbene lavorati già in forma piuttosto compiuta. Lo spettacolo, ideato da Qui e Ora Residenza Teatrale – Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli – con la collaborazione alla regia coreografica e alla ricerca dei materiali testuali di Silvia Gribaudi, gioca volontariamente con stereotipi e immaginari legati alla percezione delle età, nella volontà di decostruirli. Tre donne in asciugamano e biancheria, ammiccanti e esposte, giocose e brutali, costruiscono un caleidoscopio di invenzioni a tre voci tra il grottesco e il divertito, attraverso i fumi della sauna, in una cornice da ritiro di pratica mindfulness, dove però la critica a volte rischia di evadere nella strizzata d’occhio sorniona. Il ritmo incalzante però sorregge lo spettacolo, e le tre performer non si risparmiano neanche nell’interazione con il pubblico che, a distanza ridotta, rimane coinvolto e trascinato, rispondendo alle sollecitazioni e diventando complice della dimensione di gioco instaurata.
“My Age”, “Mumble Mumble” e “Gramsci”: il femminile maturo, i pensieri sussurrati e le lettere dalla prigione – By Roberta Usardi – Luglio 12, 2026
Partiamo dal primo, svolto nel pomeriggio, un assaggio di trenta minuti, con repliche alle 17, alle 18 e alle 19, di uno spettacolo site specific, dal titolo “My Age #estratti” di QUI e ORA Residenza Teatrale. Una tematica delicata quella del femminile in età matura, ma sapientemente rappresentato, con una buona dose di ironia e freschezza. Il pubblico è stato fatto accomodare in uno spazio ridotto e intimo: la sauna. Tre donne, avvolte da un asciugamano bianco, presumibilmente over 50, si interrogano sulla donna non più giovane, in quegli anni in cui il corpo naturalmente cambia. Inevitabile l’accenno alla menopausa, che non è certo un passaggio semplice, ma viene comunque da riflettere su come viene vista la donna cinquantenne. Il corpo subisce delle trasformazioni, si sa, magari le forme diventano più pronunciate, magari si notano di più i capelli bianchi, il metabolismo rallenta… ma vista così sembra quasi un avvenimento da temere.
In giapponese, il periodo di transizione associato ai cambiamenti del corpo in età non più giovanissima si chiama Konenki (更年期) e non viene visto come l’inizio del declino, ma come una nuova stagione della vita, ricca delle esperienze vissute fino a quel momento.
Le tre donne non mancano di coinvolgere il pubblico, perché è normale, con l’avanzare dell’età, chiedersi se l’età anagrafica rispecchi l’età percepita. Spesso e volentieri non è così, e nulla vieta alle donne mature di avere ancora sogni nel cassetto da realizzare. E questi non sono che accenni agli argomenti toccati dalle tre affilatissime attrici Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli, dirette da Silvia Gribaudi. Uscendo dalla sauna, non si può che sorridere e avere l’impressione di essere più giovani dentro. “My Age” ha funzionato!
Dallo zen al mito, Campsirago si conferma luogo d’arte nella natura – Davide Sannia – KLP
Il giorno seguente il festival ritrova la sua “casa”, seppur in spazi talvolta nuovi. E’ il caso dello spettacolo, appositamente riadattato per Palazzo Gambassi, “My Age” di Qui e Ora Residenza Teatrale.
Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli, dirette da Silvia Gribaudi, trovano un luogo deputato più che calzante negli spogliatoi antistanti la nuova sauna lignea di Campsirago.
La performance, per un numero ridotto di spettatori, è a tratti esilarante, ma non manca di fornire interessanti spunti di riflessione. Le attrici, avvolte dal vapore della sauna e dai classici asciugamani bianchi, accompagnano il pubblico in un viaggio intorno al tema dell’età, focalizzandosi con ironia sull’apparente decadenza che contraddistingue, per cliché, la seconda parte dell’esistenza umana.
Lo spettatore, chiamato in causa più volte, contribuisce così, inconsapevolmente divertito, alla drammaturgia.
☆ Prossime date
Altre date in programmazione
♥ Info
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CIRCUITAZIONE
Pergine (TN) | Ex Rimessa Carrozze
11.Luglio.2026
Campsirago | Palazzo Gambassi
4.Luglio.2026
Campsirago | Palazzo Gambassi
3.Luglio.2026









