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[az_special_heading heading_color=”custom” heading_size=”custom” heading_align=”textaligncenter” padding_bottom_heading=”0″ content_heading=”SINDROME ITALIA. O delle Vite Sospese” custom_heading_color=”#0a94af” custom_heading_size=”25″][az_column_text]

TIZIANA FRANCESCA VACCARO

Lunedì 25 novembre, ore 21.00 

ln occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulla donna 

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Nel 2005, Andriy Kiselyov e Anatoliy Faifrych, due psichiatri ucraini, intuiscono che alcune donne in cura nel loro reparto presentano un quadro clinico diverso dagli altri. Sintomi che hanno imparato a riconoscere in anni di attività (cattivo umore, tristezza persistente, perdita di peso, inappetenza, insonnia, stanchezza, e fantasie suicide) si innestano su una frattura del tutto nuova, che mescola l’affievolirsi del senso di maternità a una radicale scissione identitaria. Queste donne sono giovani madri e in comune hanno una storia precisa: gli anni vissuti in Italia lavorando come colf e “badanti“, lontane dalla loro famiglia e dai loro figli. Hanno in comune il ritorno nella terra d’origine e il non sapere più a quale famiglia appartengono. Hanno in comune la malattia che porta il nome del nostro Paese: “Sindrome Italia”, la “malattia delle donne dell’Est”.
In scena una donna, Vasilica, e il racconto della sua partenza per l’Italia e soprattutto del ritorno in Romania, dopo dieci anni, richiamata a casa dai figli ormai diventati adulti, il senso di spaesamento in un luogo irriconoscibile, senza più amici e senza più un ruolo, quello di madre, moglie e donna, abdicati nelle stanze di sconosciuti di cui prendersi cura in un paese straniero. “Sindrome Italia. O delle vite sospese racconta l’esplosione della malattia, di una vita sospesa fra un passato di ricordi sbiaditi e un futuro solo immaginato, in un presente vissuto come “qualcosa che permette qualcos’altro”.
Racconta l’incontro con l’amore, che è un bisogno disperato di aggrapparsi, un’ancora di salvezza, una scialuppa di salvataggio che riporta alla vita. Racconta di una scelta, quella definitiva e liberatoria, ancora una volta fatta di valigie e partenze ma senza ricatti, verso l’Inghilterra, verso una “vita normale”.
Vasilica è un nome e un volto, quello di una delle donne intervistate da Tiziana Francesca Vaccaro. Lo spettacolo è un debito verso le sue lunghe testimonianze dall’Inghilterra in numerosi incontri su Skype.
SALA CONSILIARE | Via Santa Maria, 13 – Carvico (BG)

Ingresso 1 € / mail. quieora.organizzazione@gmail.com – tel. +393452185321

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di e con Tiziana Francesca Vaccaro | musiche Andrea Balsamo | tutoraggio attoriale Elsa Bossi | accompagnamento produttivo e cura Vittoria Eugenia Lombardi | in collaborazione con cultureandprojects, Officine Papage, Trac-Centro di Residenza Pugliese – Bottega degli Apocrifi- Manfredoniar-Esistenze” (RC) / Compagnia DRACMA | un ringraziamento a La Corte Ospitale, Adri – Associazione Donne Romene in Italia, Silvia Dumitrache, Vasilica Baciu, Silvia Baldini per il confronto drammaturgico | produzione esecutiva Qui e Ora Residenza Teatrale

 

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